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Cristina Scuccia, fino a un paio di mesi fa, passeggiando per strada non avrebbe certo attirato a sé gli sguardi adoranti della folla. Una suora venticinquenne, prossima a prendere i voti, un viso affabile e un sorriso cordiale. Ma nulla di più.

Peccato che Suor Cristina dietro all’abito talare nasconda un talento non da poco. Lo stesso che la sta portando a diventare il fenomeno social del momento, spopolando su Facebook e Twitter e battendo addirittura il rapper Psy in termini di viralità su YouTube. Ma com’è nato il suo successo? Perché tutto il popolo del web è pazzamente innamorato della simpatica sorella e della sua voce prorompente?

Tutto ha inizio quando la religiosa decide di partecipare alla seconda edizione The Voice, il talent show targato Rai 2, per inseguire un suo vecchio sogno mai stipato nel cassetto: cantare ed evangelizzare attraverso il canto. Alle blind audition, in cui i giudici non vedono il concorrente ma ne sentono soltanto l’interpretazione, la giovane siciliana incanta tutti e quattro i giurati con “No one” di Alicia Keys, mandando il pubblico in visibilio. Assistiamo a una tra le scene televisive più toccanti dell’anno, con un J Ax commosso, un Piero Pelù adorante e una Carrà più che mai confusa e disorientata.

Il video spopola in Rete, superando in tempi record i 45 milioni di visualizzazioni, mentre i media ci mettono davvero poco a notare la venticinquenne dalla voce di tuono e subissarla di interviste. Arrivano complimenti da oltreoceano, Whoopi Goldberg twitta la performance con un didascalico “Se volete un assaggio di Sister Act…” e le congratulazioni non tardano a giungere anche dalla stessa Alicia Keys.

Ieri sera il tanto atteso ritorno della suora più amata d’Italia: nel corso della prima battle, scontrandosi con un’altra concorrente, Cristina sprigiona nuovamente la sua energia esibendosi nel controverso brano anni ’80 “Girls just want to have fun” di Cyndi Lauper. Ossimoro, controsenso? Chissà. Di certo il risultato non cambia: la religiosa stravince il duello ed entra a tutti gli effetti a far parte della trasmissione.

Il fenomeno di suor Cristina, che scoppia tutto sommato a breve distanza da quello di Papa Francesco, fa riflettere – e non poco – sul tema della spiritualità ai giorni nostri. Il fatto che Cristina sia una suora, e sarebbe stupido negarlo, ha contribuito a un buon 70% del suo successo social.

Senza nulla togliere alla voce mozzafiato e alla verve irriverente della ragazza, croce e velo sono state le primissime caratteristiche ad attirare il grande pubblico, tant’è che gli scroscianti applausi sono partiti ancor prima dell’inizio dell’esibizione. A far suor-cristina-the-voicebreccia nel cuore delle persone, credenti o non credenti che siano, è il contrasto tra l’aspetto antico e tradizionale della figura religiosa (che ci evoca alla mente ricordi dell’oratorio, delle scuole, della severità e austerità) e la voglia di mettersi in gioco, la simpatia, il tono anticonvenzionale del messaggio lanciato. Ce ne siamo accorti dopo l’elezione di Papa Francesco: un sorriso e una parola gentile fanno più di mille sermoni. Cristina ha confermato e sottoscritto la piega che la Chiesa dovrebbe prendere nei prossimi anni: scendere tra la gente, invitare i ragazzi ad esprimere sé stessi attraverso le proprie passioni (“ho un dono, ve lo dono”) e non scadere mai nell’autoreferenzialità.

È la lezione che ognuno dovrebbe imparare dal web. Ciò che diventa virale non è semplicemente di moda o bello da vedere. Il meccanismo mentale che scatta quando condividiamo qualcosa con le nostre cerchie di amici va molto più a fondo del semplice “mi piace, voglio mostrarlo”.

Sentiamo di dover trasmettere a nostra volta un messaggio: ho imparato qualcosa da questo video, mi ha suscitato un’emozione, credo che esprima ciò che non sono mai riuscito a dire a parole… semplicemente, certe scene ci leggono dentro. E quando ci si trova faccia a faccia con i propri ideali, il proprio modo di vedere il mondo, la propria realtà sempre sognata, è difficile non diffondere il verbo. Sia esso quello di Dio, di Buddha, di qualsiasi altra divinità o semplicemente di una ragazza coraggiosa che, sfidando le convenzioni e i limiti imposti dalla società, ha voluto urlare forte l’importanza del suo sogno.

Grazie suor Cristina. E grazie al popolo del web per averla portata sui nostri monitor.

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