Google applicherà il nostro aggiornamento Panda 4.0 a partire da oggi

È tanto perentorio quanto inequivocabile l’annuncio ufficiale twittato mercoledì da Matt Cutts: il nuovo, temutissimo update di Google Panda, che sarà probabilmente catalogato tra gli aggiornamenti più massicci del 2014, ha iniziato il suo rollout mostrando i primi significativi cambiamenti nella SERP.

Panda non è certo un estraneo per chi si occupa di SEO, né è una novità il fatto che venga costantemente (e silenziosamente) aggiornato da Big G. Sta di fatto che il temutissimo algoritmo mangia-spam ha subito questa settimana un potenziamento tutt’altro che insignificante.

Cos’è Google Panda?

Google Panda 4.0Google Panda è un filtro introdotto da Google nel febbraio 2011 per identificare i siti web traboccanti di spam, contenuti di bassa qualità e pagine poco utili agli utenti e penalizzare il loro posizionamento. Il suo scopo è, ovviamente, quello di migliorare l’attendibilità dei risultati e avvantaggiare i portali che ospitano contenuti di qualità.

Le novità del 4.0: vincitori e perdenti

La guerra di Google contro lo spam è infinita e senza esclusione di colpi. Big G non fa che ribadire la sua ferma posizione contro gli spammer e l’ultimo rilascio di Panda è la riprova del fatto che i siti web poco attenti alla cura dei contenuti scivoleranno inesorabilmente nelle profondità della SERP: ciò che rende 4.0 diverso dai suoi “fratelli” più grandi è il fatto che sia stato lanciato in contemporanea con un altro importante update, quello di Payday loan 2.0, così battezzato in riferimento a una chiave di ricerca tra le più diffuse (“prestito del giorno di paga”). Payday loan, nato nel giugno 2013, mira a targettizzare le query che calamitano siti con più spam e dare una sostanziale ripulita ai risultati. Esito? L’impatto della combo di Big G non è certo stato indifferente: circa il 7,5% delle query in inglese ha sofferto a seguito dell’aggiornamento dell’algoritmo.

Chi ha subito il maggior numero di danni? Ne escono perdenti siti come Ask.com (50% di traffico perso), eBay (-33%) e Starpulse (-33%), tutti portali che spesso e volentieri contengono contenuti duplicati o originari di altri siti (l’ipotesi che gli aggregatori di notizie siano stati presi di mira è una tra le più accreditate). Eccone l’elenco completo:

  1. aceshowbiz.com : – 75%
  2. ask.com : – 50%
  3. isitdownrightnow.com : – 50%
  4. examiner.com : – 50%
  5. starpulse.com : – 50%
  6. ebay.com : – 33%
  7. biography.com : – 33%
  8. retailmenot.com : – 33%
  9. history.com : – 33%
  10. yellowpages.com : – 20%

Ma il connubio panda-giornopaga non ha cagionato soltanto perdite di posizioni nella SERP. C’è chi ne è uscito vincitore, guadagnando terreno e registrando un incremento vertiginoso nel traffico di ricerca. Glassdoor.com, ad esempio, ha guadagnato ben il 100% di traffico in più. Ecco con chi condivide la classifica:

  1. emedicinehealth.com : 500 %
  2. medterms.com : 500 %
  3. zimbio.com : 500 %
  4. shopstyle.com : 250%
  5. myrecipes.com : 250%
  6. couponcabin.com : 250%
  7. glassdoor.com : 100%
  8. consumeraffairs.com : 100%
  9. yourdictionary.com : 50%
  10. buzzfeed.com : 25%

E le piccole imprese?

Si è parlato di big, di oscillamenti da capogiro, di multinazionali. Ma come e quanto influirà Panda sui piccoli siti web? Sfortunatamente, le PMI possono fare ben poco per difendersi dall’aggiornamento: l’unica strada consigliata è quella di tenere sotto costante osservazione i propri analytics e non perdere d’occhio le news diffuse da Google: è probabile che nei prossimi giorni verranno resi noti ulteriori dettagli sui meccanismi del panda (e di conseguenza cambieranno anche le linee guida SEO da seguire).

Un giro di vite esagerato? Per debellare definitivamente lo spam, il panda ingrasserà ancora e ancora. Lo scopo ultimo di Google è quello di portare in vetta solo chi si impegna veramente a tenere alta la qualità dei propri contenuti e offrire pagine che diano un valore aggiunto ai siti.

La buona SEO premia sempre e comunque.

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