Da Facebook a Pinterest, le differenze tra i diversi social network

Ti presenteresti ad un colloquio di lavoro in tuta da ginnastica?

Domanda assurda, paradossale, fin troppo retorica. Escludendo universi paralleli e istruttori di fitness dal dress code improbabile, è logico che di fronte all’opportunità di un buon posto di lavoro (magari addirittura il lavoro dei nostri sogni) anche il più trasandato tra i candidati si tirerebbe a lucido. Piglio deciso, camicia stirata, sorriso perfetto.

Nessuno si sognerebbe di palesarsi al responsabile del personale sfoggiando una tuta da ginnastica extralarge reduce dall’ultima pizza da asporto. Et voilà, personal branding spicciolo che tutti abbiamo sperimentato almeno una volta nella vita.

Sembra un’ovvietà? Eppure non sempre il buon senso prende il sopravvento, specie quando la logica delle relazioni si applica alla comunicazione sui social media.

Uno per tutti… ma anche no!

Alcuni comportamenti e convenzioni che nella vita di tutti i giorni ci G+ viene da Marte e Pinterest da Venere: il giusto social per il tuo messaggioappaiono scontati, come l’adattare il proprio outfit all’occasione o adottare approcci diversi a seconda dell’interlocutore che abbiamo davanti, spesso e volentieri nel mondo del web vengono magicamente annullati da individui e aziende che faticano a capire la differenza tra i diversi canali social.

Ci si scorda, ad esempio, che pubblicare su LinkedIn un articolo che parla del Grande Fratello è come scegliere la famosa tuta XXL per affrontare il colloquio della vita. O che hashtaggare qualcosa sul nostro profilo privato di Facebook è utile quanto urlare in un megafono spento.

Tanti, troppi brand presenti online sono preda di un preconcetto diffusissimo per il quale i social network sono tutti uguali. L’importante è esserci ed aggiornarli costantemente. Diffondere lo stesso identico messaggio su tutti i canali è la strada migliore per farlo arrivare a destinazione.

Immaginate di girare sempre con gli stessi vestiti e parlare a tutti come parlereste al vostro migliore amico. In quanto tempo verreste etichettati come fenomeni da baraccone?

Il social è bello perché è vario

Contesto è la parola chiave. Anche e soprattutto online. Le regole intorno a cui gravita l’universo dei social media, nomen omen, sono esattamente le stesse della società in cui viviamo quotidianamente: ogni canale è un mondo a sé stante, che ospita comunità con interessi ed esigenze estremamente differenti tra loro. E l’approccio va adattato e modellato in relazione al pubblico che ci sta ascoltando.

Sapevi, ad esempio, che Google+ è frequentato per il 67% da uomini tra i 25 e i 35 anni, mentre Pinterest è quasi totalmente un universo in rosa, con un nutrito 83% di utenti di sesso femminile? Alla luce di questi presupposti, sarebbe quantomeno controproducente pubblicizzare una nuova schiuma da barba nel regno dei pin…

Pensa da utente: se tutti i social fossero uguali, non avrebbe senso frequentarne più di uno. Ogni network ha le sue peculiarità ed è stato concepito per fornire ai visitatori feature specifiche che lo rendano unico. Siamo esseri umani, siamo multicanale per vocazione. E sui diversi portali che frequentiamo ci aspettiamo approcci diversi.

Perché quindi non sfruttare al massimo le potenzialità di ogni pubblico, facendo perno sui punti di forza ed evitando accuratamente le debolezze? Immagina i social network come diversi luoghi della tua città. Ecco dove troveresti i loro utenti e come dovresti approcciarti con loro:

Facebook, la piazza in centro

G+ viene da Marte e Pinterest da Venere: identikit dei social media più amati
Sovrano incontrastato dell’universo social, si tiene stretto il suo primato con oltre un miliardo di utenti in tutto il mondo. Stare su Facebook è come incontrare gli amici nella piazza centrale della propria città: il clima è rilassato, informale, condivisione è la parola d’ordine.

Il tono da adottare nei post dev’essere positivo ed energico, come quello che useresti per raccontare un aneddoto divertente alla tua compagnia.

Facebook è perfetto per condividere contenuti visual (video e immagini), corredati da brevissime descrizioni d’impatto. Attenzione agli hashtag: si stanno rivelando un flop per il social di Zuckerberg e non incentivano gli utenti a focalizzare la propria attenzione sul post. Meglio non abusarne troppo.

  • Numero di utenti: 1.150.000.000
  • Funzioni distintive: condivisione e like
  • Il post perfetto: un’immagine d’effetto corredata da una breve descrizione e un link al proprio sito
  • Orario migliore per postare: 13.00 – 16.00
  • Do: immagini, video, contenuti divertenti e provocatori
  • Don’t: hashtag, shorten url, usare troppo testo senza immagini
  • Adatto a: aziende che vogliono comunicare con i clienti in maniera informale

Twitter, il lounge bar

G+ viene da Marte e Pinterest da Venere: identikit dei social media più amati
Intere vite, filosofie e mission aziendali sono condensate in 140 caratteri.
Stare su Twitter è come ritrovarsi in un lounge bar all’ora dell’aperitivo: ci si scambiano battute veloci, opinioni e pareri tra amici e colleghi, con un tono ironico, mordente ma mai aggressivo.

Il post perfetto riesce a lasciare il segno con una manciata di parole e colpisce per la sua arguzia. La maggior parte degli utenti usa Twitter da mobile, ed è quindi sconsigliabile linkare contenuti che non siano responsive. Twitter è probabilmente il social più solidale tra tutti, perciò le menzioni ad altri utenti non solo sono ben accette, ma ricevono molte più risposte rispetto ai tag su Facebook.

  • Numero di utenti: 500 milioni
  • Funzioni distintive: hashtag e menzioni
  • Il post perfetto: una call to action accompagnata da un hashtag e un’immagine
  • Orario migliore per postare: 13.00 – 15.00
  • Do: call to action, hashtag, menzioni
  • Don’t: allungare la solfa, tagliare un tweet in due solo perché “non ci stava”, esagerare con gli hashtag
  • Adatto a: personal branding, aziende che vogliono offrire un customer service veloce e immediato

Google+, il caffè letterario

G+ viene da Marte e Pinterest da Venere: identikit dei social media più amati
Marchiato da tutti come il flop di Google, il piccolo + sta crescendo e raccogliendo sempre più adepti.

Mi è sempre piaciuto immaginarlo come un esclusivo caffè letterario, frequentato da una nicchia di persone acculturate che amano sentirsi parte di una comunità. Lo associo ai letterati anche perché è strettamente legato all’authorship di Google, imprescindibile per i web writer.

A differenza della grande maggioranza dei social, su G+ i post molto lunghi sono particolarmente apprezzati, specie se si tratta di disquisizioni su una notizia che cavalca l’onda. Molto spesso un post finisce per diventare un articolo a sé stante e generare una vera e propria discussione nei commenti.

Le cerchie sono uno strumento utilissimo per profilare i propri follower e, se usate nel modo giusto, possono garantire ad un brand un engagement senza pari.

  • Numero di utenti: 540 milioni
  • Funzioni distintive: authorship, cerchie, integrazione con Google Places
  • Il post perfetto: un mini-articolo ben formattato (G+ dà la possibilità di utilizzare bold e italic) accompagnato da un’immagine (le gif animate sono particolarmente apprezzate) o dal link a un articolo
  • Orario migliore per postare: 9.00 – 11.00
  • Do: immagini, hashtag, tag a persone e brand
  • Don’t: puntare solo sulla condivisione
  • Adatto a: personal branding, aziende che desiderano interagire con un pubblico giovane e dinamico

LinkedIn, l’ufficio

G+ viene da Marte e Pinterest da Venere: identikit dei social media più amati
LinkedIn, da solo, è responsabile di circa il 50% delle assunzioni in tutto il mondo. Il paragone con un ufficio non ha certo bisogno di spiegazioni.

Patria dei recruiter e dei CEO, è un curriculum virtuale in cui condividere esperienze lavorative, segnalare e confermare competenze, partecipare a gruppi e discussioni e – last but not least – vendere la propria immagine come la si venderebbe al migliore dei colloqui di lavoro.

Va da sé che il post ideale è ben lontano da quelli spensierati e divertenti di Facebook: benché un po’ d’ironia non faccia male neppure su LinkedIn, i contenuti del news feed sono per la maggior parte articoli piuttosto impegnati che contengono un focus su un argomento clue del nostro settore.

  • Numero di utenti: 340 milioni
  • Funzioni distintive: offerte di lavoro, gruppi
  • Il post perfetto: un articolo riguardante il settore professionale di competenza (preferibilmente dal proprio sito o blog)
  • Orario migliore per postare: 7.00 – 9.00 / 17.00 – 18.00
  • Do: commenti e interventi nei gruppi, condivisione quotidiana di almeno due articoli
  • Don’t: postare contenuti troppo “leggeri” e poco attinenti al nostro profilo professionale
  • Adatto a: personal branding, aziende B2B

Instagram, la passeggiata panoramica

G+ viene da Marte e Pinterest da Venere: identikit dei social media più amati
Se per convenzione “anche l’occhio vuole la sua parte”, su Instagram è solo e soltanto la vista a padroneggiare sugli altri sensi. Il social più visual del web è come una passeggiata panoramica sul lungo mare, in cui rilassiamo i nostri occhi e ci lasciamo andare alle emozioni che il paesaggio suscita in noi, senza badare troppo ai pensieri o alla comunicazione verbale.

Instagram punta tutto sulle emozioni e vuole che i suoi utenti rimangano affascinati, colpiti, estasiati dalle foto suggestive che appaiono nel loro feed. Per questo il post ideale è proprio una foto (o un video di quindici secondi) che condensi colori, forme e messaggi che lascino il segno. Gli hashtag, analoghi a quelli di Twitter, sono l’unica forma di testo ammessa nel regno dei filtri.

  • Numero di utenti: 200 milioni
  • Funzioni distintive: possibilità di applicare filtri alle foto
  • Il post perfetto: un’emozione catturata in una foto
  • Orario migliore per postare: sempre!
  • Do: hashtag frequenti
  • Don’t: esagerare con filtri, cornici e decorazioni
  • Adatto a: portfolio, e-commerce, aziende in procinto di lanciare nuovi prodotti

Pinterest, la sala da tè

G+ viene da Marte e Pinterest da Venere: identikit dei social media più amati
Scoprire, apprezzare, condividere. Pinterest, che è quasi totalmente monopolio del pubblico femminile, basa la sua filosofia sul piacere della scoperta, con un approccio molto simile a quello di un gruppo di amiche che si riuniscono in un’elegante sala da tè per condividere consigli e pareri sui propri hobby e interessi.

Il tono è gioviale, l’intento è quello di fare colpo e strappare un sincero “wow” dalle labbra dell’amica. Il post perfetto qui non esiste: che si tratti di prodotti, ricette, immagini o citazioni, l’importante è catalogare. La maggior parte dei contenuti che condividiamo sono di altri utenti, perciò gestire con cura le bacheche è la carta vincente per essere seguiti.

  • Numero di utenti: 70 milioni
  • Funzioni distintive: creazione delle bacheche tematiche
  • Il post perfetto: un’infografica o, più in generale, un post che contenga molti colori
  • Orario migliore per postare: 14.00 – 16.00
  • Do: differenziare le bacheche con nomi originali, postare spesso
  • Don’t: creare bacheche confusionarie, sbagliare la catalogazione
  • Adatto a: portfolio, e-commerce, ristoranti, aziende B2C

Hai già scelto l’outfit perfetto per il tuo messaggio? Forse indugerai davanti all’armadio per un po’… ma il tuo pubblico, senza ombra di dubbio, saprà apprezzare il buon gusto di chi sa cosa indossare al momento giusto.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *